La leggenda di “ Musca Macedda “.

In prossimità della chiesetta di campagna dedicata a San Bartolomeo, è situato il più vecchio di questi olivastri, che dai luresi viene confidenzialmente e rispettosamente chiamato S’ozzastru.

Nel 1991 a seguito di studi di dendrocronologia (sistema di datazione di piante fossili o secolari, attraverso l’esame dei loro anelli di accrescimento annuali, che permette anche di situare cronologicamente mutamenti climatici, fenomeni geologici, giacimenti archeologici ), le università di Sassari e Parigi che hanno lavorato in concomitanza, hanno stabilito che l’olivastro ha un’età compresa tra i 3800 e i 4000 anni. Nello stesso anno è divenuto quindi monumento nazionale. Nel corso della storia ha avuto delle deturpazioni, specie durante l’800, allorquando sono giunti in questa zona i carbonai toscani. Facendo un giro dell’albero e guardandolo da nord verso sud è visibilmente spoglio di alcuni grossi rami.

Suggestiva è la leggenda che si racconta intorno a questo singolare sito : Musca Macedda era un grosso insetto diabolico che custodiva i tesori più preziosi ;Il mito la descrive grande quanto la testa di un bue la cui puntura era mortale e portatrice di catastrofi. Si narra che nei sotterranei degli antichi castelli ci fossero sempre due forzieri identici fra di loro per grandezza e decorazioni: in uno si trovavano i preziosi ma l’altro conteneva uno sciame di Musca Macedda. Se qualcuno avesse aperto il forziere sbagliato liberando il terribile sciame, quest’ultimo avrebbe sterminato, non solo tutti gli abitanti di quel paese, ma anche gli abitanti di sette paesi vicini. Per questo motivo la speranza era che nessuno aprisse mai quei forzieri. Nel caso di Luras il tesoro da custodire si trovava ai piedi del nostro olivastro più vecchio. Le spiegazioni che si danno gli antropologi riguardo all’origine di questa credenza diffusa in gran parte della Sardegna è che altro non fosse che un retaggio, o una spiegazione popolare che i nostri avi si davano sulle antiche presenze delle zanzare anofele o su vecchi ricordi di invasioni di cavallette che decimarono l’agricoltura dell’isola nel Medioevo.

Locazione

  • : Luras, OT, Italia
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